La parola alla Difesa


In piedi! Entra la Corte!

Accusa: Signor Giudice, Signori Giurati, l’Accusa chiama alla sbarra l’Imputato!

Pubblico: Oooooooooooooh!!!

Giudice: Imputato, vi sembra questo il modo di presentarsi ad un processo? Dove sono i vostri vestiti? E soprattutto, perche’ non e’ stato disarmato?

Difesa: Signor Giudice, scusate il mio Cliente. In queste foto potete vedere bene che egli e’ aduso non vestire alcun panno. E cio’ che reca nella mano, in verita’, non e’ uno strumento atto a offendere ma a lavorar la terra.

Accusa: Si’, ma quale terra?

Difesa: quella di Nettuno

Accusa: avete sentito, Signor Giudice? Hanno sentito Lor Signori della Giuria? Appropriazione indebita! Porto abusivo di armi! Oltraggio alla corte e atti osceni in luogo pubblico!

Difesa: mi oppongo, Vostro Onore! Il processo non e’ ancora iniziato e l’Accusa ha gia’ formulato la sentenza!

Giudice: opposizione accolta. E poi, se di Terra di Nettuno si tratta….

Accusa: veniamo ai fatti. Il giorno 21 giugno 2011, primo giorno dell’estate, l’Imputato ha chiamato a raccolta alcuni sfaccendati e loschi figuri per impossessarsi truffaldinamente di un appezzamento di terreno sito in Quarto Inferiore, frazione di Granarolo dell’Emilia, in provincia di Bologna. All’ora convenuta, sono stati estratti da automezzi la’ vicino parcheggiati, rastrelli, zappe, vanghe, badili, innaffiatoi e una quantita’ spropositata di piante!

Giudice: di che  piante si trattava?

Difesa: erano due….

Giudice: no, Avvocato, voglio che risponda l’Imputato.

TdN: Erano piante di pomodori, sette coleus, numerose zinnie in germoglio, un verbascum, una Pachyveria di discrete dimensioni, due alberelli di quercia, alcune piante aromatiche, dei fiori arancioni di cui non ricordo il nome, un esiguo numero di petunie….

Accusa: Avete sentito, Signori della Giuria? Non sono forse nel giusto, se dico che si trattava di un attacco premeditato? Vi vedo annuire, Signori e questo mi fa piacere.

Giudice: Imputato, siate piu’ preciso. Che piante aromatiche avete usato?

TdN: un rosmarino, una salvia e una maggiorana.

Giudice: Dove avete preso le querce?

TdN: in inverno avevamo seminato alcune ghiande, Signor Giudice. E a primavera abbiamo avuto la sorpresa di trovare delle piccole querce nei vasi.

Giudice: E, avete detto…. Una pachyveria?

Accusa: Pachyveria Cattyveria, Signor Giudice! Tra qualche tempo, tutto sara’ colonizzato da quella pianta!

Difesa: mi oppongo, Signor Giudice! L’Accusa non usa correttamente la classificazione tassonomica delle essenza poste a dimora!

Giudice: opposizione accolta, anche perche’ non sono sicuro di aver capito cosa abbiate detto, Avvocato.

Accusa: Ma non e’ finita qua, Signor Giudice. Prima di chiedere all’Imputato i dettagli, la Giuria deve sapere che l’azione vandalica non si e’ esaurita nel primo giorno dell’estate ma che, il 25 giugno altri pericolosi elementi della banda sono tornati a colpire! Stesse le armi, diverse le piante!

Giudice: altre piante, Imputato?

TdN: si’, Signor Giudice. Avevamo ancora numerosissime zinnie ma anche rosmarino, almeno cinque piccole piante di rosa, delle fragole selvatiche raccolte nelle campagne circostanti, e  un misero Fico degli Ottentotti….

Giudice: Un fico, avete detto?

TdN: Degli Ottentotti, anche conosciuto come Carpobrotus Edulis.

Giudice: ne so quanto prima….

Accusa: Signor Giudice! Non lasciatevi incantare dalle parole di questo millantatore!

Difesa: mi oppongo, Vostro Onore: l’Accusa sta tentando di influenzare la giuria.

Giudice: Accusa respinta. Nessuno puo’ infinocchiare una Giuria scelta dalle autorita’. Ne convenite, Avvocato?

Difesa: si’ Signore. Vi prego di non tener conto delle mie insinuazioni.

Giudice: siano tolte dal verbale, allora. Pubblico Ministero, avete altro da aggiungere, prima che l’Imputato parli per se stesso?

Accusa: al momento no, Signor Giudice.

Giudice: Imputato, a voi la parola.

TdN: e’ tutto vero. In due giorni di giugno abbiamo preso d’assalto un’aiuola da anni lasciata all’incuria. Si tratta di una specie di spartitraffico triangolare posto dinnanzi alla Comunita' dell'Arca, per questo l’operazione era stata denominata “Alla conquista dell’Arca Perduta”

Accusa: avete sentito, Signor Giudice e Signori giurati? Una “conquista”! Cos’e’, se non un modo di appropriarsi con la forza di….

Difesa: mi oppongo! L’Accusa non lascia parlare l’Imputato!

Giudice: richiesta accolta. Proseguite, Imputato.

TdN: abbiamo iniziato verso le 17.00. Era una giornata caldissima e i giorni precedenti erano stati altrettanto afosi. Non avevamo pensato a quanto duro potesse essere il terreno. Uno di noi, Cristian, detto “Il diserbante”, ha cominciato, a colpi di zappa, a far pulizia delle erbacce mentre altri scavavano buche profonde per le querce. Nel tentativo di ripulire l’area  dalle erbe sradicate, un rastrello si e’ spezzato. Piu’ tardi, avremmo perso persino una piccozza, spezzandone la lama contro il fondo sassoso dell’aiuola.
Abbiamo quindi messo a dimora la Pachyveria, posizionandola al vertice del triangolo mentre, alla base di questo, sono stati disposti i sette Coleus.
Le zinnie, invece, venivano regolarmente piantate lungo il lato esterno del triangolo. E’ stata una faticaccia: i muscoli si tendevano come corde di violino, le zappe suonavano colpi sordi come quelli di un tamburo. Finche’, qualcuno si e’ avvicinato fuoriuscendo dal cancello della Comunita’. Erano alcuni ospiti della struttura, che ci hanno fatto numerosi complimenti. Ci e’ stato detto che, per anni, quell’aiuola ha rappresentato un cruccio, essendo sempre stata abbandonata a se stessa. Avevano persino cominciato a chiedersi se fare domanda al Comune per asfaltarla, quando hanno visto che stavamo lavorando di vanga e innaffiatoio. I ragazzi ci hanno offerto da bere, ci hanno prestato alcuni loro strumenti, ci hanno concesso del preziosissimo compost maturo fatto da loro. Infine, ci hanno offerto dei biscotti di loro produzione e ci hanno regalato uno splendido applauso di ringraziamento.
La nostra piu’ grande preoccupazione era di non aver abbastanza energia per innaffiare regolarmente l’aiuola, ma i ragazzi ci hanno persino dato la possibilita’ di usufruire (anche nei giorni futuri) del loro pozzo.
Terminata la prima parte dell’operazione, siamo tornati tutti a casa, distrutti ma soddisfatti.
Un paio di giorni dopo, abbiamo avuto una brutta sorpresa: un’auto (o forse un camion della raccolta dei rifiuti), ha attraversato in lungo l’aiuola, abbattendo una quercia, una pianta di pomodoro, un coleus e qualche zinnia. A questo punto, abbiamo deciso di recintare l’area in via provvisoria con del nastro biancorosso da lavori in corso.

Accusa: cosa avete usato, da supporto?

TdN: dei tondini di ferro, alcuni nostri, altri presi dal magazzino dell’Arca ad insaputa dei proprietari

Accusa: sia messo a verbale la confessione di furto!

TdN: si’, ma prima o poi metteremo una bordura meno provvisoria e allora restituiremo il maltolto.
Come dicevo, siamo tornati per ripristinare lo stato dell’aiuola devastata. Inizialmente, sembrava che nessuno volesse unirsi alla spedizione. Poi, pian piano, c’e’ stata una discreta adesione. E allora abbiamo messo le altre piante e abbiamo piantato il nostro cartello al vertice dell’aiuola. Anche in questa occasione, i ragazzi dell’Arca ci hanno portato da bere e ci hanno ringraziato di nuovo, segno che il gesto e’ stato davvero apprezzato.

Giudice: magari hanno solo avuto pieta’ di voi. Come sapete che hanno davvero apprezzato i vostri sforzi?

TdN: perche’ dopo che per qualche giorno uno di noi si e’ recato ad innaffiare le piante, abbiamo trovato un irrigatore rotante al centro dell’aiuola collegato al tubo del pozzo della Comunita’.

Giudice: e le vostre piante?

TdN: non “le nostre”, ma quelle di chi passa e le innaffia o le ammira, Signor Giudice. Comunque, stanno tutte bene: la pianta di pomodoro abbattuto sta ributtando fuori alcuni germogli mentre le sue sorelle hanno gia’ dei frutti verdi che vanno maturando; la quercia e’ riuscita miracolosamente a risollevare la testa mentre il piccolo Coleus schiacciato dalle ruote del camion ha ripreso energia e sta rigermogliando. Persino il Fico degli Ottentotti sta timidamente fiorendo.

Giudice: e come vi dichiarate, Imputato?

TdN: colpevole, ovviamente.

Difesa: ma come? Sei impazzito?

Accusa: avete sentito? E’ stato messo a verbale? Signori della Giuria, Signor Giudice….

Difesa: che cosa ti e’ saltato in mente?

TdN: e’ solo la verita’!

Pubblico: non e’ possibile! E’ una follia! No, hanno fatto bene! Mi si brucia l’arrosto!

STOMP! STOMP! STOMP!

Giudice: silenzio! Silenzio ho detto o faccio sgomberare l’aula! Pubblico Ministero, vi prego di non aizzare gli animi! E voi, Avvocato, avete avuto giorni e giorni per stabilire una linea difensiva con il vostro Cliente. Se questi fa di testa propria, ne ridiscuterete fuori di qui, a processo finito! Non tollerero’ altre intemperanze da parte vostra! Imputato, perche’ vi autoaccusate?

TdN: perche’ quella che abbiamo attaccato, Signor Giudice e’ Terra di Nettuno e quindi e’ nostro dovere prendercene cura.

Giudice: veramente, ci sono degli Enti preposti a farlo, non lo sapete?

TdN: Certo che lo sappiamo, ma cosa succede, se questi Enti non assolvono i propri doveri? Dovremmo forse rassegnarci a vivere nel degrado e nell’abbandono? Se rendere migliore la propria citta’, che poi e’ la propria casa, e’ un reato, allora noi siamo colpevoli. Ma lo sono altrettanto quelli che dovrebbero occuparsene, ma che preferiscono pensare ai propri interessi, piuttosto che a quelli dei Cittadini. E lo sono tutti – tutti! -coloro che passano e non osservano, abituati come sono all’abbandono e al degrado.
Noi vogliamo solo che le citta’ siano belle da vedere. Si’, Signor Giudice, siamo colpevoli. Io, i miei compagni di guerriglia verde, la Giuria, il pubblico e anche voi, Signor Giudice.

Accusa: oltraggio alla Corte!

Giudice: silenzio! La parola alla Giuria!

Giuria: Signor Giudice, Signor Pubblico Ministero, Avvocato…. Abbiamo formulato il nostro verdetto. L’Imputato e’….

(suspance….)

….

….

….

….

….innocente!

Pubblico: CLAP! CLAP! CLAP! Bravooooo! CLAP! CLAP! Biiiiiis!

Accusa: ma come? Come sarebbe?

STOMP! STOMP! STOMP!

Giudice: Silenzio! Giuria, spiegatevi.

Giuria: L’Imputato e’ innocente perche’ ha ragione. Se fosse colpevole lui, allora saremmo colpevoli anche noi e noi non siamo cosi’ fessi. Pertanto, chiediamo che venga immediatamente rilasciato, che le accuse formulate contro di lui vengano annullate e che, se vuole, torni a vangare, zappare e rastrellare le aree abbandonate.

Giudice: cosi’ e’ deciso! L’udienza e’ tolta!

Difesa: grazie, Signor Giudice!

Giudice: Imputato, anzi…. Signor Nettuno, sapete che siete stato imprudente ad accusarmi?

TdN: lo so, Signore pero’….

Giudice: ….pero’ eravate nel giusto. Posso chiedervi un’ultima cosa?

TdN: quello che volete, Signor Giudice.

Giudice: quando farete il prossimo attacco, posso avere l’onore di essere dei vostri?

TdN: Voi siete gia’ dei nostri. Lo dice il vostro sguardo. Avete con voi qualche strumento adatto?

Giudice: a dire il vero no.

TdN: vi presterei il mio rastrello, ma senza mi sentirei nudo….

Giudice: Ah! Ah! Ah! Ah!

Ore 17.00, iniziano i lavori!


Il diserbante umano!

Pachyveria Cattyveria!

Una quercia in piscina?


Piccoli Coleus cresceranno

Rosa rosae

Improbabile giardiniere

Partita di hokey su prato?

"Ho piantato le mie zinnie-oh-oh-oooooh!"


La prossima volta mi do ai giardini zen!



Specialita' olimpica: Zappamento sincronizzato (il video)





Questa pianta non sara' da innaffiare

Missione compiuta!

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