La coscienza di Terra di Nettuno

Durante questo riposo vegetativo, dovuto alla stagione invernale (che certo non predispone piante e guerriglieri ad azioni di giardinaggio d'assalto), stiamo portando avanti per lo piu' un lavoro fatto di relazioni pubbliche, alcune delle quali sono sfociate in vere e proprie amicizie.

E' il caso, ad esempio, della banda di scapestrati che parla sui 105.85FM di RadioKairos, ormai nostri compagni d'avventura.

Questo tessere relazioni, ci ha fatto riflettere su alcuni aspetti che travalicano il guerrilla gardening.

Quando e' iniziata questa fantasticosa avventura, nessuno del nostro sgangherato gruppo pensava di "diventare famoso".
Eppure, dopo le prime azioni, le agenzia di stampa hanno cominciato a parlare di Terra di Nettuno.

Dobbiamo ammetterlo: e' la stampa locale quella che ci interessa maggiormente, capace com'e' di diffondere la notizia della nostra esistenza e di far si' che nuovi guerriglieri si uniscano a noi.

Tuttavia, con un pizzico di orgoglio possiamo dire di essere finiti persino sulle edizioni nazionali di alcune testate piuttosto importanti.
Ad esempio, a dicembre siamo stati intervistati dal Fatto Quotidiano

Purtroppo, i numerosi commenti all'articolo sono stati cancellati (probabilmente si tratta di una normale procedura di snellimento del sito, chissa') ma tra i tanti di incoraggiamento, ce n'erano alcuni di un anonimo che criticava polemicamente le nostre azioni.

In particolare, ci si rimproverava di essere un mucchio di ragazzini scellerati convinti di poter cambiare il mondo solo per aver piantato dei ciclamini, incapaci di capire che - a parte un'estemporanea risonanza mediatica - il nostro gesto non fosse altro che una giornata di puro divertimento, privo di qualunque progettualita'.

Abbiamo replicato piu' volte, cercando di spiegare la scelta di utilizzare le piante (e quindi di organismi viventi necessari di cure nei mesi successivi) come strumento per la lotta al degrado urbano e all'assopimento delle coscienze civili.

E' ovvio, non abbiamo certo fatto cambiare opinione al polemico lettore.
Eppure, anche lui ci ha dato uno spunto di riflessione.

Certo, il mondo non e' cambiato dopo le nostre azioni.
Noi probabilmente si'.

Abbiamo scoperto che prendersi cura della propria citta' puo' essere divertente.
Ma soprattutto, abbiamo intessuto relazioni.
Abbiamo conosciuto persone, abbiamo visto nascere amicizie.

Lo racconta, ad esempio Giusy nel blog di Orto47.
E lo hanno capito molto bene - e prima di noi - i nostri amici di Trame Urbane che non a caso parlano di "coltivare rappOrti", e quindi di tessere relazioni umane con il mezzo (o la scusa) della coltivazione.

Ecco, questa ci sembra un'ottima ragione, per continuare a divertirci.
E nel frattempo, alcuni angoli di Bologna ci sembrano persino piu' belli.

Vi sembra poco?


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